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Turma
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Una mwbaturma (mwbqlat. pl. mwbgturmae, squadrone) era un'unità militare romana, la decima parte di un'mwbwala di mwcacavalleria mwcqlegionaria.cite-ref-1[1]

Una turma era composta da trenta mwdwcavalieri, suddivisi in tre mweadecurie; ogni decuria era comandata da un mweqdecurione, talvolta coadiuvato da un mwegmwewoptio con funzioni di vice. Il decurione a capo della prima decuria era generalmente posto a capo degli altri due, e dunque dell'intera turma.

Contents

Impero
Note

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Esercito romano

Repubblica

Nel III e nel II secolo a.C., all'epoca delle mwggguerre puniche e dell'espansione di Roma in mwgwSpagna e in mwhaGrecia, il nucleo dell'esercito romano era costituito dai mwhqcittadini romani, rinforzati da contingenti provenienti dagli alleati di Roma (mwhgmwhwsocii). L'organizzazione della mwialegione romana del periodo è descritta dallo storico greco mwiqPolibio (cfr. il cosiddetto "mwigesercito polibiano"), che scrive che ogni legione di mwiw4 200 effettivi era coadiuvata da una unità di cavalleria costituita da 300 cittadini (mwjaequites). Questo contingente era ulteriormente suddiviso in dieci mwjqturmae.cite-ref-goldsworthy27-2-0[2]cite-ref-3[3]

Secondo Polibio, i membri dello squadrone avrebbero eletto come loro ufficiali tre mwlwmwmadecuriones ("comandanti di 10 uomini"), dei quali il primo ad essere scelto avrebbe agito come comandante dello squadrone e gli altri due come suoi deputati.cite-ref-4[4] Come in tempi ancora più anteriori, questi uomini erano scelti tra le 18 mwnqmwngcenturiae dell'mwnwordine equestre, le classi più benestanti del popolo romano, che erano sufficientemente ricchi da poter provvedere da sé all'acquisto del cavallo e dell'equipaggiamento.cite-ref-goldsworthy27-2-1[2]

Impero

Con la mwqwriorganizzazione dell'esercito sotto l'Imperatore mwraAugusto (r. 27 a.C. – 14 d.C.) e i suoi successori, la mwrqturma divenne la sottounità base della cavalleria, l'equivalente grossomodo della mwrgmwrwcenturia per la fanteria, sia negli mwsamwsqauxilia, che costituivano il nerbo della cavalleria romana, sia nei distaccamenti di cavalleria legionaria. La mwsgcohors equitata ausiliaria era un'unità mista combinante fanteria e cavalleria, ed esisteva in due tipi: la mwswcohors equitata quingenaria, con una mwtaCoorte di fanteria di 480 effettivi e 4 mwtqturmae di cavalleria, e la rinforzata mwtgcohors equitata milliaria, con 800 di fanteria e 8 mwtwturmae. In modo simile, le mwuamwuqalae di cavalleria contenevano o 16 (mwugala quingenaria) o 24 mwuwturmae (mwvaala milliaria).cite-ref-erdkamp194-5-0[5]cite-ref-6[6] Delle mwxqturmae individuali di soldati a cavallo di cammelli (mwxgmwxwdromedarii) appaiono anche tra le mwyacohortes equitatae nel Medio Oriente, e l'Imperatore mwyqTraiano (r. 98–117) stabilì la prima unità di cavalleria costituita da truppe a cavallo di cammelli, la mwygAla I Ulpia dromedariorum Palmyrenorum.cite-ref-7[7]

La mwaaturma era ancora comandata da un mwaqdecurio, coadiuvato da due subalterni mwagprincipales (sottufficiali), un mwawsesquiplicarius (soldato con una paga uno e mezzo volte) e un mwbamwbqduplicarius (soldato con doppia paga), nonché da un mwbgmwbwsignifer o mwcamwcqvexillarius (un portatore di insegne militari, cfr. mwcgmwcwvexillum). Questi ranghi corrispondevano rispettivamente al mwdamwdqtesserarius, mwdgmwdwoptio, e mweasignifer della fanteria.cite-ref-erdkamp194-5-1[5]cite-ref-8[8] Le dimensioni esatte della mwgqturma sotto il mwggPrincipato, tuttavia, non sono ben note: 30 uomini era la norma nell'esercito repubblicano e apparentemente nelle mwgwcohortes equitatae, ma non per le mwhaalae. La mwhqmwhgDe munitionibus castrorum, per esempio, attesta che una mwhwcohors equitata milliaria annoverava esattamente 240 truppe, ovvero 30 uomini per mwiaturma,cite-ref-9[9] tuttavia fornisce anche il numero di cavalli per la mwjqala milliaria, composta da 24 mwjgturmae, come 1000.cite-ref-10[10] Se si sottraggono i cavalli extra degli ufficiali (due per un mwkwdecurio, uno per ognuno dei due sottufficiali subalterni), rimangono 832 cavalli, ma 832 non è divisibile per 24. Al contempo, mwlaArriano afferma esplicitamente che la mwlqala quingenaria contava 512 effettivi,cite-ref-11[11] suggerendo una dimensione di 32 effettivi per ogni mwmgturma.

Per quanto riguarda le legioni, durante il Principato, ognuna aveva un contingente di cavalleria organizzato in quattro mwnaturmae. Una mwnqturma legionaria era condotta da un mwngcenturione, assistito da un mwnwoptio e da un mwoavexillarius come mwoqprincipales maggiori. Ognuno di essi comandava una fila di dieci truppe, per un totale di 132 cavalieri in ogni legione.cite-ref-erdkamp275-12-0[12] Il loro rango era distintamente inferiore a quello della fanteria legionaria: i centurioni e i mwpgprincipales delle mwpwturmae legionarie erano classificate come mwqasupernumerarii e, anche se i loro uomini erano inclusi nelle liste delle coorti legionarie, essi si accampavano separatamente da esse.cite-ref-erdkamp275-12-1[12]

Nell'mwrgesercito tardo-romano, la mwrwturma e la sua struttura vennero conservate, con cambi unicamente nella titolatura: la mwsaturma era ancora condotta da un mwsqdecurio, che conduceva anche la prima fila da dieci, mentre le altre due file venivano condotte da subalterni mwsgcatafractarii, in essenza i successori dei mwswduplicarii e mwtasesquiplicarii dell'Alto Impero.cite-ref-erdkamp274-13-0[13] Tracce di questa struttura apparentemente sopravvissero anche nell'esercito romano-orientale del VI secolo: nello mwuqmwugStrategikon dell'Imperatore mwuwMaurizio, le file di cavalleria sono condotte da un mwvadekarchos (mwvqin greco δέκαρχοςmwvg?, "comandante di dieci").cite-ref-erdkamp274-13-1[13]

Impero bizantino

Nel VII secolo, come risultato della crisi provocata dalle mwxqconquiste islamiche, il sistema militare e amministrativo romano fu riformato: la divisione tra amministrazione civile e militare, tipica del Tardo Impero Romano, fu abbandonata, e i resti delle armate di campo dell'esercito romano-orientale furono insediati in determinati distretti, i mwxgmwxwthemata, che presero il loro nome da essi.cite-ref-14[14] Il termine mwzaturma, nella sua trascrizione greca mwzqtourma (mwzgτούρμα o mwzwτοῦρμα), riappare a quell'epoca come la più grande suddivisione di un mw0athema.cite-ref-odb2100-15-0[15] L'armata di ogni mw1qthema (eccetto per l'mw1gOptimaton) fu divisa in due o quattro mw1wtourmai,cite-ref-odb2100-15-1[15] e ogni mw3atourma fu ulteriormente divisa in un certo numero di mw3qmw3gmoirai (mw3wμοίραι) o mw4amw4qdroungoi (mw4gδροῦγγοι), che a loro volta erano composte di diverse mw4wbanda (singolare: mw5amw5qbandon, mw5gβάνδον, dal mw5wlatino mw6abandum, "mw6qbandiera").cite-ref-haldon113-16-0[16]

Questa divisione era valida anche per l'amministrazione territoriale di ogni mw7wthema: mw8atourmai e mw8qbanda (ma non i mw8gmoirai/mw8wdroungoi) erano identificate con distretti ben definiti che servivano come loro guarnigione e area di reclutamento.cite-ref-17[17] Nel suo mw-amw-qTaktika, l'Imperatore mw-gLeone VI il Saggio (r. 886–912) presenta un mw-wthema idealizzato come composto da tre mw-atourmai, ognuna suddivisa in tre mw-qdroungoi, e così via.cite-ref-haldon114-18-0[18] Questa rappresentazione, tuttavia, è fuorviante, in quanto le fonti non supportano alcun grado di uniformità in dimensioni o numero di suddivisioni nei diversi mwaqithemata, né una corrispondenza esatta tra territorio e divisioni tattiche: a seconda delle esigenze tattiche, mwaqmtourmai amministrative più piccole potevano essere fuse insieme nel corso di una campagna e altre più grandi suddivise.cite-ref-19[19] Poiché l'unità elementare, il mwaqgmwaqkbandon, poteva annoverare tra i 200 e i 400 uomini, la mwaqotourma poteva raggiungere fino ai mwaqs6 000 soldati, anche se mwaqw2 000–mwaq05 000 soldati sembra essere stata la norma tra il VII e gli inizi del X secolo.cite-ref-20[20]

Ogni mwarmtourma era in genere sotto il comando di un mwarqmwarutourmarchēs (mwaryτουρμάρχης, "comandante di una mwarctourma"). In alcuni casi, tuttavia, un mwargmwarkek prosōpou, un rappresentante temporaneo dello mwaromwarsstratēgos governante di ogni mwarwthema, poteva essere assunto al suo posto.cite-ref-21[21] Il titolo viene attestato per la prima volta intorno al 626, quando un certo Giorgio era mwasetourmarchēs degli mwasimwasmArmeniakoi.cite-ref-22[22] Il mwasgtourmarchēs aveva in genere sede in una città fortezza. Oltre alle sue responsabilità militari, era a capo dell'amministrazione fiscale e giudiziaria nei territori sotto la sua giurisdizione.cite-ref-haldon114-18-1[18] Nelle liste delle cariche (mwas0Taktika) e sigilli, i mwas8tourmarchai in genere detenevano i titoli di mwatamwatespatharokandidatos, mwatimwatmspatharios o mwatqkandidatos.cite-ref-odb-23-0[23] Per funzione e rango, i mwatotourmarchēs corrispondevano ai mwatsmwatwtopotērētēs dei reggimenti mwat0mwat4tagmata di professione dell'Impero.cite-ref-24[24] I mwaumtourmarchai venivano pagati in misura diversa a seconda dell'Importanza del loro mwauqthema: quelli dei più prestigiosi temi anatolici ricevevano 216 mwauumwauynomismata d'oro all'anno, mentre quelli dei temi europei ricevevano 144 mwaucnomismata, la stessa quantità pagata ai mwaugdroungarioi e agli altri ufficiali maggiori del mwaukthema.cite-ref-25[25] In alcune fonti, il termine più antico mwau4mwau8merarchēs (mwavaμεράρχης, "comandante di un mwavemeros, divisione"), che occupavano una posizione gerarchica simile nel VI–VII secolo,cite-ref-26[26] è usata in modo intercambiabile con mwavytourmarchēs. Nel IX–X secolo, è spesso trovata nella forma variante mwavcmeriarchēs (mwavgμεριάρχης). È stato, tuttavia, suggerito da studiosi come mwavkJ.B. Bury e John Haldon che quest'ultima era una carica distinta, detenuta dai mwavstourmarchēs che operavano a fianco dello mwavwstratēgos al governo di ogni mwav0thema e che risiedeva nella capitale tematica.cite-ref-haldon114-18-2[18]cite-ref-27[27]

A metà del X secolo, la grandezza media della maggior parte delle unità diminuì. Nel caso della mwawctourma, si ridusse da mwawg2 000–mwawk3 000 uomini a poco meno di mwawo1 000 uomini, in essenza al livello dei precedenti mwawsdroungos, anche se mwawwtourmai più grandi continuano ad essere attestate anche successivamente. Non vi è probabilmente coincidenza sul fatto che il termine "mwaw0droungos" andò in disuso intorno a quest'epoca.cite-ref-28[28] Conseguentemente, la mwaxitourma fu divisa direttamente in un numero di mwaxmbanda che poteva variare da cinque a sette, ognuna di 50–100 cavalieri o 200–400 fanti.cite-ref-29[29] Il termine mwaxgtourma stesso cadde gradualmente in disuso nell'XI secolo, ma sopravvisse come termine amministrativo almeno fino alla fine del XII secolo. Dei mwaxkTourmarchai sono ancora attestati nella prima metà dell'XI secolo, ma il titolo sembra essere caduto in disuso poco tempo dopo.cite-ref-odb-23-1[23]

Note

cite-note-11. mwayqmwayuPolibio,mwayy VI, 25.1.
cite-note-goldsworthy27-22. mwaywmway0Goldsworthy 2003,mway4 p. 27.
cite-note-33. mwazimwazmErdkamp 2007,mwazq p. 57.
cite-note-44. mwazgmwazkPolibio,mwazo VI, 25.1-2.
cite-note-erdkamp194-55. mwaaamwaaeErdkamp 2007,mwaai p. 194.
cite-note-66. mwaaymwaacGoldsworthy 2003,mwaag pp. 57-58.
cite-note-77. mwaawmwaa0Erdkamp 2007,mwaa4 p. 258.
cite-note-88. mwabimwabmSabin, van Wees e Whitby 2007,mwabq p. 53.
cite-note-99. mwabgmwabkDe munitionibus castrorum, 26.
cite-note-1010. mwab0mwab4De munitionibus castrorum, 16.
cite-note-1111. Arriano, mwaciArs Tactica, 17.3.
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cite-note-2828. mwajumwajyHaldon 1999,mwajc pp. 115-116; mwajgmwajkTreadgold 1995,mwajo pp. 97, 106.
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Bibliografia

Fonti primarie

• citerefpolibio(GRC) Polibio, Storie (Ἰστορίαι), traduzione in inglese qui e qui.
• mwakcArriano, Ars Tactica.

Fonti moderne

• citerefbury-1911John Bagnell Bury, The Imperial Administrative System of the Ninth Century - With a Revised Text of the Kletorologion of Philotheos, Oxford University Press, Londra, 1911.
• citereferdkamp-2007Paul Erdkamp (a cura di), A Companion to the Roman Army, Malden, Massachusetts, Blackwell Publishing Limited, 2007, ISBN 978-1-4051-2153-8.
• citerefgoldsworthy-2003Adrian Goldsworthy, The Complete Roman Army, London, United Kingdom, Thames & Hudson Limited, 2003, ISBN 0-500-05124-0.
• citerefhaldon-1999John F. Haldon, Warfare, State and Society in the Byzantine World, 565-1204, London, United Kingdom, University College London Press (Taylor & Francis Group), 1999, ISBN 1-85728-495-X.
• citerefkazhdan-1991Alexander Petrovich Kazhdan (a cura di), The Oxford Dictionary of Byzantium, New York, New York and Oxford, United Kingdom, Oxford University Press, 1991, ISBN 978-0-19-504652-6.
• citerefsabin-van-wees-e-whitby-2007Philip Sabin, Hans van Wees e Michael Whitby (a cura di), The Cambridge History of Greek and Roman Warfare, Volume 2: Rome from the Late Republic to the Late Empire, Cambridge, United Kingdom and New York, New York, Cambridge University Press, 2007, ISBN 978-0-521-78274-6.
• citereftreadgold-1995Warren T. Treadgold, Byzantium and Its Army, 284–1081, Stanford, California, Stanford University Press, 1995, ISBN 0-8047-3163-2.

Voci correlate

• mwaluEquites
• mwalcDecurione
• mwalkOptio